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Il fiore di pietra di Enzo Piccolo della Rocca
Ogni tanto penso a un piccolo, piccolo racconto che inizia per gioco
in una fredda sera di marzo del 89.
In ogni racconto che si rispetti ci sono sempre due amici che sognano avventure,
inventano progetti dove si parla di gran mangiate e di solenni bevute ma, se tu hai
un bar pensi anche di invitare altri ( a loro spese, naturalmente! ) ed allora che si può studiare?
Un locale da realizzare !!!
Ma dove? cosa, come, quando, ( e quanto? ). E tutto questo per vincere la noia sempre più diffusa in casa e fuori nel paesino che vive ormai di ricordi di tempi più animati, di rimpianti di feste, di indimenticabili veglioni e sollazzi.
Una bella pizzeria !!!
" E’ una bella idea, ma le belle idee hanno bisogno di tempo per definirle, di progetto, di tempo per verificarle e di spazio adatto a l’uopo ( ??? ).
Il tempo: ( subito! Qui ormai si guadagna poco )
Lo spazio: ( mi hanno proposto un garage ).
Un garage?!? Si va a vederlo. Per giunta lontano, lontano fuori paese!
Il progetto: ( da architetto? ) " Senti vieni con me, in un posto dove io da sempre penso
un locale carino, e perché no, bello dove stare a mio agio quando vengo in paese.
Andiamo?
E andammo. Cammina, cammina ( poco; si era in macchina ) … e fu una scoperta!
Di notte. Buio profondo; silenzio assoluto, neanche un cane a farti compagnia, solo una fioca lampadina alla cantonera.
Ecco le balate di pietra levigate a terra, lucenti nella notte come in una antica strada romana.
Ecco la facciata di pietra, seria, imponente, nobile nella sua semplicità.
Ma tu non sai che questo stabile ( meglio stabilimento ) a suo tempo è stato a l’avanguardia!
Perché?
Questa è stata la prima costruzione in cemento armato del paese ( si potrebbe parlare di archeologia industriale! )
Il paese vicino e di fronte; gli alberi vicini e di fronte; le colline (sono in fiore) vicine e di fronte; le montagne, bellissime, lontane, e di fronte.Che volere di più? E’ fatta!
Si cerca, si indaga, si contatta, si patteggia, si concorda, si contratta. Signori si comincia!
Continua il piccolo ( Enzo? ), no, racconto ed in ogni racconto c’è sempre un Pierino e, questo mi consta ( o Costa? ).
Facciamo una passeggiata, ti porto a vedere dove faremo una pizzeria. Una pizzeria? Che bello, che bello, che bello!
Si, il posto è perfetto; che belle pietre, non toccarle! Dai entriamo!
Stupore, meraviglia, che possibilità, come pensi di farla? Ho già un’idea, vedremo.
Poi il miracolo: mi avvicino al muro e con colpetti azzeccati da archeologo incallito spunta
( o nasce ) un gran fiore di pietra! Una frenesia; si batte a destra, a sinistra, in alto, in basso e pietre sassi, macigni, mazzacani. Cambio idea, visione, progetto, lo vedo come un miraggio, vivo, reale.
C’era una testimone silenziosa, in un angolo, con la pancia gonfia di anni polverosi e ecco che dinanzi a noi partorì: un nome forte, antico…la giarra !!!
E fu una festa grande; il dieci gennaio del millenovecentonovanta, c’era il sindaco, l’arciprete ( il buon Don Ignazio ), il maresciallo, tutto il paese fu invitato ( e vennero tutti );
spennito di viscotta e di tetù, auguri e complimenti a tinchitè.
Il tempo passò lentamente in fretta e quindici anni dopo, più o meno, quel gran fiore di pietra, strappato per caso dall’intonaco sbrindellato, guarda oggi e guarda domani sotto gli occhi ammirati di tutti gli avventori cominciò ad arrossire d’orgoglio ed a poco a poco cambiò addirittura colore e diventò tutto d’oro. La tradizione locale, tramandata dagli anziani, dice che ogni cinque anni da piccoli boccioli, situati vicino al gran fiore, nasceranno altri bellissimi fiori d’oro fino a quando tutta la pizzeria diventerà un magnifico giardino.